FRANCO BATTIATO: COME LIBERARSI DAGLI AMICI IMPORTUNI CON UN’ABILE FINTA

Da qualche tempo ormai non si parla di Franco Battiato se non per le sue condizioni di salute:  in questi tempi il  Maestro non è in forma perfetta, lo sappiamo, e sia la famiglia che coloro che gli sono vicini mantengono sull’argomento il più stretto riserbo, evitando di ammorbare il web, come ormai è d’uso tra i vip, di bollettini medici e  titoli scandalistici su vari tipi di “battaglie” contro il male, vinte, perse o in corso. Un atteggiamento lontano dal clamore e dal frastuono –  in perfetta sintonia con l’atteggiamento sempre tenuto da Battiato –  volto anche e soprattutto a tutelare la privacy e la tranquillità di chi sta attraversando un momento particolare della propria esistenza.

Un atteggiamento che però non tutti i cosiddetti “amici” del Maestro paiono condividere.  Infatti, in questi ultimi tempi, esiste una voce, l’unica a dire il vero, che ci aggiorna constantemente sulle condizioni di salute di Battiato, riportantando particolari a dir poco preoccupanti, ed è quella di tal Roberto Ferri (non il bravissimo pittore ma un omonimo), e che è per me, e per molti come me, un emerito sconosciuto, che già un paio di anni fa aveva pensato bene di omaggiare il caro amico con un grazioso poemetto di altissimo livello letterario, e che iniziava con la pregiata rimetta “Ode all’amico che fu e che non mi riconosce più”.

Ecco, non è necessario essere un Dante Alighieri per riconoscere il valore letterario di tale omaggio, un componimento che nella forma riecheggia le filastrocche che tutti abbiamo canticchiato alle scuole elementari, e che nella sostanza, purtroppo, informa l’universo mondo che il presunto amico “fu”, e che per quanto ancora in vita è comunque ridotto in condizioni tali da non riconoscere più chicchessia. Ecco, già un amico che in un momemto difficile della nostra vita ci omaggiasse di tale scempio letterario sarebbe da bandire subito dalla cerchia di coloro che hanno accesso alla nostra casa e alla nostra vita, ma il buon Battiato è uomo gentile ed elevato, e per fortuna non si cura di tali umane miserie.

Ben diverso l’ amico, che, non pago di tale scempio letterario, ma soprattutto umano, in questi giorni ha pensato bene di fare un’altra sortita, informandoci tutti, tramite una intervista, che al momento il maestro starebbe così male da averlo più volte provato a chiamare senza però “riuscire a proferire parola”, non riuscendo a esprimersi se non con “mugugni”. Infine, per non lasciare il benché minimo dubbio, il Ferri si esprime in merito all’uscita del nuovo album di Battiato, dicendo che davvero non sa “come abbiano fatto a mettere insieme questo disco”, visto per lui il maestro o è già bell’e che andato, o più esplicitamente, per dirla con parole sue “stanno tenendo in vita qualcosa che è già morto”.

Insomma, indipendentemente dalla veridicità o meno delle asserzioni di Ferri, ci si chiede davvero che razza di “amico”sia colui che si senta in obbligo periodicamente di dare un pasto alla stampa in modo così crudo e impietoso dei brandelli di vita che dovrebbero restare privati, né si capisce come Battiato abbia davvero potuto scegliere come amico una persona di tale levatura morale.  Non si capisce che cosa spinga una persona a rivelare dettagli così intimi della vita di un amico, se non la smania di apparire, di mettersi in mostra, di diventare per un attimo quel protagonista che non si è mai stati (come ha dichiarato il fratello di Battiato in questi giorni) grazie alla rivelazione di fatti intimi relativi ad una persona famosa. Un po’ come il killer di John Lennon, che voleva i suoi quindici minuti di celebrità e che ha pensato di procurarseli ammazznado il suo idolo e quello di milioni di fan. Sciacalli, falliti, povere persone.

Che poi a ben vedere, il Maestro, per quanto magari in un periodo non bellissimo della sua esistenza, l’éscamotage per levarsi dai piedi gli “amici” importuni senza offenderli, come è nel suo stile, l’ha comunque trovato: non riconoscerli più. Una bella amnesia momentanea e fatto, l’amico importuno si leva dai piedi e si sposta sul web. D’altrone, è proprio Battiato che canta di “fare un salto oltre ciò che abbassa”. Peccato che “ciò che abbassa” in certi casi siano proprio coloro che più ci dovrebbero amare e proteggere: gli amici. O perlomeno, certi “amici”.

Nota:

Nota: alcuni giorni fa, a proposito delle esternazioni di Ferri sulle condizioni di Battiato, è interventuo anche il fratello di Battiato, dicendo che tali “amici” sono in realtà “dei disperati entrati in casa grazie ad amicizie comuni e che adesso mettono in scena la tipica parte che gli compete in ogni melodramma che si rispetti. Questi atteggiamenti fanno parte del meccanismo dello spettacolo, portato avanti da persone che vogliono farsi pubblicità, desiderano apparire, perché la vita non li ha premiati come pensavano di poterlo essere e quindi cercano di attirare su di sé l’attenzione”.

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