IGINIO MASSARI E’ IL MIGLIOR PASTICCIERE DEL MONDO

Quando uno come Iginio Massari ringrazia per essere stato proclamato Miglior pasticciere del mondo al World Pastry Stars 2019 tenutosi a Milano nei giorni scorsi, non lo fa naturalmente con le solite formule di rito scontate e un po’ banali che siamo abituati a sentire in queste circostanze. No, lui, il Maestro dei maestri, fondatore dell’Accedemia dei Masteri pasticcieri e punto di riferimento per tutte le nuove generazioni di giovani talentuosi, lo fa invece in modo inaspettato, schietto, dicendosi “sorpreso” ma anche con quella sua carica di grinta e di piglio anticonvenzionale che abbiamo imparato a riconoscere, e apprezzare, in tutti questi anni in cui è stato presente in programmi TV, eventi o videotutorial in rete.

I ringraziamenti di Massari, infatti, non vanno a un mestiere che ha servito “con professionalità e dedizione” nel corso di tutta la sua vita per il fatto di avergli permesso di arrivare agli attuali successi e riconoscimenti, no. Massari ringrazia un mestiere, il suo, che “ogni giorno comporta nuovi studi e che non mi permette ancora oggi di sentirmi arrivato”. “Non” mi permette, avete letto bene. Mentre la maggior parte di noi, comuni mortali, avrebbe ringraziato il proprio mestiere per i traguardi raggiunti, lui, Massari, ringrazia un lavoro che sposta ogni giorno l’asticella un po’ più in alto, che non gli fa mai tirare i remi in barca, vuoi per le tecniche di pasticceria sempre nuove, e che non permettono ritardi o indugi, sia per l’affermarsi di sempre nuovi personaggi e talenti, che con le loro opere straordinarie fanno della pasticceria una vera e propria scienza applicata all’estetica e alla forma.

Essere pasticcieri oggi, ai livelli dei grandi nomi che popolano il panorama nazionale e internazionale, significa mettersi ogni giorno in discussione, provare nuove strade, nuovi accostamenti, nuove tecniche, sia che si tratti di pasticceria salutista, quella vegana, o quella senza glutine: un mondo che non permette ritardi o esitazioni, e che esige ogni giorno studio, applicazione e dedizione, tanta dedizione. Un impegno che però non deve mai essere fine a se stesso, ma che deve sfociare sempre e comunque in un caposaldo indistruttibile: fare dolci buoni. Al di là delle mode, delle tendenze e delle sperimentazioni troppo azzardate. Spesso hanno accusato Massari di fare dolci troppo “anni ’70 “, troppo rétro, non più adatti ai palati, e soprattutto agli occhi, di un pubblico che più che “dolci buoni” vuole composizioni eleganti da postare su Instagram, ponendo di fatto  l’aspetto gustativo in secondo piano rispetto a quello estetico. Ecco, Massari non ha ceduto a questo richiamo: lui, con i suoi dolci apparentemente rétro, ma frutto delle più moderne tecniche di pasticceria e di un’esperienza e di un mestiere enormi, ha sempre continuato a fare “dolci buoni”, non si è mai lasciato sedurre  dall’estetica troppo spinta o fine a se stessa.

E oggi è il Miglior pasticciere del mondo.