I TAGLIERI DA CUCINA SONO 200 VOLTE PIU’ SPORCHI DELLA TAVOLETTA DEL WATER

Da un po’ di tempo sono arrivata alla conclusione che la tavoletta del water è il posto più sano e pulito dove poter mangiare un boccone in santa pace all’interno delle nostre confortanti mura domestiche.

Infatti, non passa giorno che non si legga qualche notizia, qualche titolo che annunci che qualcosa, qualsivoglia cosa, è risultata, in base a studi  e ricerche, mille volte più sporca di una tavoletta del WC. Si passa dallo schermo del cellulare, autentico coacervo di plotoni di batteri, alla tastiera del computer, su cui picchiettiamo tutto il giorno con le nostre manacce sporche, alla spugnetta per lavare i piatti, dove i batteri, al caldo umido del tessuto, se la spasserebbero alla grande, per finire con le virili barbe, che molti chef ostentano fieramente, dove sono stati rilevati numerosissimi batteri che manco le tavolette del water della più sordida latrina di stazione.

Ma la cosa più sconcertante è che ora, ad essere più sporchi di una tavola di WC, sono risultati essere i taglieri. I taglieri da cucina, gli innocui taglieri di legno a forma di porcello o squadrata, così come anche quelli in plastica che fino a oggi ritenevamo sicuri, i taglieri su cui ogni giorno appoggiamo verdura, carne, pesce, dove impastiamo le tagliatelle e via dicendo. A raccontarci questa lieta novella è il Corriere, che, riportando i dati di una ricerca inglese, fa notare che i taglieri da cucina arrivano ad essere circa 200 volte più sporchi e pieni di batteri letali per la salute dell’uomo della fatidica tavola di water, fino ad oggi campionessa incotrastata, nell’immagionario collettivo, di sporcizia, germi, batteri e altre amenità.

In effetti già tutti noi sapevamo che, ad esempio, in cucina sono da evitare i classici taglieri in legno, in quanto le scalfiture e le abrasioni del legno sono il luogo ideale per il proliferare dei batteri, ma addirittura che tutti i taglieri da cucina, in legno o no, possano essere così nefasti e malsani forse nessuno di noi lo sospettava.

Sempre sul Corriere, vegnono riportai i consigli dell’esperta in igiene alimentare Lisa Ackerley, che detta alcune semplici regole da osservare quando si maneggia quell’arma di distruzione di massa che è il tagliere da cucina: innanzi tutto non utilizzare semplicmente il solito panno da cucina – o peggio ancora una spugnetta da cucina – , per pulire il taglieri, non solo in quanto panni e spugne sono risultarti essere dei veri ricettacoli di germi, ma anche per evitare di spargere batteri in giro da una superficie all’altra, contaminando tutta la nostra cucina. Altro accorgimento è quello di non utilizzare mai solamente acqua, per la pulizia,  ma un detergente antibatterico, da lasciare agire per cinque minuti sul tagliere incriminato, provvedendo poi a sciacquarlo bene e ad asciugarlo. Altra accortezza è quella di utilizzare diversi taglieri, per alimenti cotti e alimenti crudi, in modo da evitar contaminazioni incrociate tra gli stessi. Anche cambiare spesso i taglieri, destinando alla spazzatura o alla cantina il maialino in legno della nonna potrà servire a salvarci la vita, anche considerando che i batteri non hanno affatto vita breve, come molti erroneamente credono: ad esempio, l’Escherichia coli può durare settimane –   set-ti-ma-ne!! – nelle fessure dei nostri taglieri usurati, così come anche in frigorifero.

Insomma, tra spugne piene di batteri, taglieri gonfi di germi e strofinacci intrisi di chissà quale altra nefandezza, davvero, forse, faremmo meglio a deciderci, e a mangiare una volta per tutte sulla tavoletta del WC, che, a quanto pare, è molto più pulita di molte altre superfici ritenute erronamente innocue e pulite.

Crediti: Il Corriere